Teatro anatomico
 
Teatro anatomico-
Strano nome per i morti
aperti, sezionati
scrutati-
presi nelle viscere
afferrati
nelle loro parti più intime
tipo il cuore
il fegato
gli occhi:
sezionati, scollati dal viso
di una giovane donna,
di un vecchio
di un bambino-
pensa-
e intanto però
finché abbiamo coscienza per udire
scroscia fuori
una pioggia invernale-
si fa sentire, lei
che è senza occhi,
labbra, naso
gola per parlare-
si farà sentire
anche dopo che saremo tutti morti,
sezionati, estinti
polverizzati-
l’acqua ancora scroscerà
 

Poesia civile

La ricerca ansiosa, paranoica

ossessiva fino al fanatismo

di eguali in tutto a sé

non sposta nulla

non cambia niente

genera vuoti rituali

di conferma

del proprio povero io malato

traumatizzato

frustrato, immobile-

genera intolleranza, conformismo

razzismo anche,

disprezzo del’altrui pensiero

faccia, mente, parola-

dietro stereotipati sorrisi

si nasconde l’interesse personale

la paura, la voglia di tana

di gruppo

di rifugio vile-

l’empatia è un’altra cosa

amico,

è l’amore che vedi

e che senti nel sorriso

vero, sincero

aperto

in chi più diverso da te di così

non potrebbe essere

per religione, modo di pensare

mangiare fidanzarsi

sposarsi, vivere, insomma

e anche morire