Giovedì 22 giugno ricomincia l’ESTATE IN GIARDINO A SPAZIO GERRA con una serata – happening dedicata alla Summer of Love, per celebrarne il 50 anniversario.

ECHOES FROM THE SUMMER OF LOVE | happening night

Giovedì 22 giugno ricomincia l’ESTATE IN GIARDINO A SPAZIO GERRA con una serata – happening dedicata alla Summer of Love, per celebrarne il 50 anniversario.

Dance! “Hippie Hill” ~ Golden Gate Park, San Francisco
1969
ph. Robert Altman

GIOVEDI 22 GIUGNO – 21.30

ECHOES FROM THE SUMMER OF LOVE | Happening

– INGRESSO LIBERO –

Talk di approfondimento con Luciano Guidetti, curatore di Beat2Bit, e Dianella Bardelli, autrice del libro “Il bardo psichedelico di Neal”. Presenta: Mirko Colombo di K-Rock Radiostation

Interventi musicali dal vivo di Elia Baioni + Leonardo Bandini Montecchini

Psychedelic Shack con Alfredo Miti Maturani

Selezione Musicale: Mirko Colombo

Visual: Ombrablu

✿✿✿ in chiusura BATTAGLIA DI BOLLE DI SAPONE! ✿✿✿

La Serata è organizzata in collaborazione con Il pozzo ristorante enoteca

Per l’occasione sarà aperta anche la mostra “Community Era – Echoes from the Summer of Love”

-> L’evento è organizzato nell’ambito di Restate2017, in collaborazione conComune di Reggio nell’Emilia e Palazzo Magnani <-

Per informazioni: [email protected]
0522 585654

Riccione

Una gran calma, me la ricordo sempre.
Ero piccola, quindici anni, forse diciassette.
Sulla riva del mare mitico di allora di Riccione in un’ora in cui tutti se ne erano andati a pranzo o lo stavano per fare. Ero su un lettino, credo fossero di tela allora. Ero vicino alla riva del mare. Sentivo le ondine frangersi con un suono di risacca, sempre uguale, sempre uguale. Ce l’ho ancora nelle orecchie. Io ero lì che prendevo il sole e senza volerlo, deciderlo, come accade ora ansiosa come sono, spontaneo avvenne che il suono sempre uguale, sempre uguale mi prendesse e mi portasse nel luogo astratto dove quel suono era. Mi catturò e stavo così bene come non sono stata mai più dopo. Sarei stata lì ancora, ancora, per sempre se questo fosse stato umanamente possibile. Ma poi mi chiamarono e dovetti andare via, a casa, a pranzo.Lasciai quello stato calmo, assente, vuoto di vita, problemi, vuoto anche di mente. C’era solo quel suono della risacca così calmo, così caldo, accogliente e c’era qualcosa di altrettanto astratto e mitico che era la mente di quella ragazzina di 15,17 anni.
Ora medito per calmarmi, ma è un’azione. E’ una decisione. Non funziona in maniera così assoluta come quella volta, quell’unica volta sulla riva del giovane mare di Riccione. 

E da sola mi faccio il battesimo

E da sola
mi faccio il battesimo
d’acqua marina di Maremma –
la raccolgo tra le mani
ne riempio la testa
che si bagnino la cute e i capelli
che si rinfreschi la faccia –
è bello fare questo gesto
una purificazione
è un gesto d’antica bellezza
stare lì con l’acqua fino alla cintola
e senza officiante
maestro di riti
farsi da sola questo rito d’acqua marina
così ovvio
che deve essere un’eredità di antiche tribù
che nomadi o guerriere
come gli Achei invincibili
passavano da queste spiagge
prima di salire ad assediare castelli
o depredare villaggi
oppure più pacificamente
prima di una grande festa

dopo poco ho rifatto il gesto
che credevo d’antico genetico rituale
ma questa volta è stato solo bagnarsi la testa
in un pomeriggio di luglio
di mare azzurro e calmo

Quella scala di legno nel bosco

Bisogna stare attenti
si può cadere –
saprai rialzarti?
no, meglio stare molto attenti –
non rischiare
come con la canoa
meglio non rischiare
meglio non rovesciarsi –
saprai risalirci?
e nella mente
saprai avventurarti?
meglio non rischiare
se poi non ritorni? –
ritorni dove?
al punto di prima-
di prima?
quale punto di prima?
allora è meglio non rischiare
abbandonare
l’avventura della mente –
rimanere
nella propria incertezza, incompletezza
nel proprio sicuro niente –
non sono il seme
che se lo porta il vento
qui e là
qui dove si vive e si germoglia
là dove si secca e si muore –
sono la spiga
che sta sempre lì
dove l’hanno messa
fino alla fine –
quale fine?
della vita
quale vita?
quella di tutti
quella della Legge che fa finire le cose –
Sì, c’è una Legge
che fa finire le cose
e non sei tu –
e comunque nella scala di legno
c’è qualcosa
c’è qualcosa
che la fa contemplare
ma non so cosa-
come contemplare il nulla

Il prato

Piccolo non si riposa –
non c’è più –
grossa saltella
giallo vola, non va piano –
cercano, fuggono
soprattutto fuggono
mi toccano
mi girano intorno
sono il loro grande fiore
da annusare
pizzicare
che ha tanto buon sangue da succhiare –
i cani invece giocano
ansimano
guardano –
la tortora passa
nell’erba una formica nella sua foresta –
il cane piccolo ha paura
e tenero si avvicina
la mosca mi accarezza, mi fa il solletico –
animali che si scacciano…
una farfalla immensa irrompe
in tutta questa normalità –
come ieri
che mi è successa una cosa che non so dire –
“guarda”, mi ha detto
mostrandomi l’insetto
color turchese morto stecchito,
non era minaccioso il tono
era riferito al colore così bello
così strano –
per me era la Verità
che mi metteva brutalmente sotto il naso –
ho avuto paura
ho detto “no, no”

 

Il caldo

E’ una coltre il caldo
smorza, attutisce i suoni
fa sussurrare le voci –
colla è la pelle
accoglie la coltre
e la respinge
e i sussurri
che non portano il fresco
non fan pensare al fresco –
la coltre è densa, invisibile
un cubo impenetrabile
tra me e il mondo
è una nebbia
tra me e il giardino,
il prato, il cielo

Piccoli esseri

L’ombre saltellano sul mio quaderno –
ogni tanto ci fan tappa
piccoli esseri volanti e striscianti –
insetti minuscoli
piccoli ragni forse appena nati –
atterrano sulla pagina bianca quadrettata
piena d’ombre e chiazze di sole –
ma riprendono subito
il loro ininterrotto viaggio –
per certi esseri la vita è solo movimento –
dentro le ombre
e dentro quei minuscoli esseri
si specchia la parte migliore di me –
quella completa
che è approdata a qualcosa
che accade solo
nel silenzio assolato
di un pomeriggio d’agosto

Al golfo di Baratti

Ancora al golfo di Baratti
ancora lo stesso prato
voci toscane
venditori
con la stessa roba
che nessuno compra-
ci sono i cani-
che qui si può portarli-
ombra, sole
famiglie
che prendon troppo posto-

al largo tuona
qualcuno dice” carica all’Elba”,
vuol dire niente di buono-

alzo lo sguardo
velato dal sole
dal verde intenso
marittimo dei pini
della gran macchia di pineta
dove il golfo è più largo

anche qui però
 sulla riva si trovano
pezzi di ferro
del buon tempo etrusco