Copertina_Bardelli_D_I_pesci_altruistiUn assaggio del mio romanzo " I PESCI ALTRUISTI RINASCONO BAMBINI" DA POCO PUBBLICATO:

"Se mi concentro su un ricordo, pensa Katia, finirò con l’esserne preda e magari saranno proprio loro, i ricordi, a “riportarmi”a casa. Non voglio quella “casa”, dice a se stessa,non voglio nessuna “casa”, voglio stare in un posto, un posto qualsiasi, una stanza, un piccolo appartamento da tenere disadorno,vuoto, semplice, dove nulla si sedimenti, mi si affezioni,mi si attacchi addosso. Se potessi mi vestirei di carta per poter buttar via gli abiti dopo averli usati per un po’. Perché non c’è niente da fare, pensa Katia, se cominci a riporre in un armadio dei vestiti, se cominci a possedere un armadio,sei bella e fregata un’altra volta" (pagina 9)

  Martin Scorsese, Dal Mali al Mississipi
“Ho sempre sentito un’affinità per la musica blues: la cultura dei”cantastorie” attraverso la musica mi affascina e mi attrae incredibilmente.
Il blues ha una grande risonanza emotiva e rappresenta l’origine della musica popolare americana.” ( Martin Scorsese)

Ho deciso di scrivere una recensione del film di Martin Scorsese “Dal Mali al Mississipi”, perché mentre lo guardavo mi sono più volte commossa. Bisogna essere bravi come Scorsese per trovare le corde della commozione, che è il modo di conoscere del cuore. Condivido l’idea buddista secondo la quale è il cuore la sede della vera conoscenza, quella intuitiva, quella che guarda in profondità, e che è capace di compassione. E posso dire che questo film Scorsese l’ha girato con la mente del cuore.
L’inizio è come l’incipit folgorante di un romanzo ben riuscito. Una breve sequenza di tre musicisti che suonano rispettivamente due tamburi e un piffero; tre folletti, tre elfi musicanti leggeri, lenti, agili, in un luogo metafisico e senza tempo, una radura, uno spiazzo qualsiasi per loro che qualsiasi non sono. Una scena magnifica che vale da sola tutto il film e lo riassume.
Il seguito sono scorci del delta del Mississipi, documenti visivi d’ epoca sul lavoro dei neri negli anni ’30 in America,i loro canti e i loro blues men.
Sotto la guida del cantante blues Corey Harris incontriamo Sam Carr, Muddy Waters, Robert Johnson e altri interpreti del blues tradizionale. Son House ci dà la sua definizione di blues: “ Esiste un solo tipo di blues e si ottiene quando un uomo e una donna si amano. Un uomo e una donna innamorati”.
Quelli che vediamo in questo film sono soprattutto visi, segnati, solcati da un tempo che non è quello che si misura in anni e giorni, è un tempo tutto interiore, dove la sofferenza, il dolore si è trasformato, trasmutato nel blues, musica del cuore per eccellenza. Ci sono i visi dei blues men intervistati da Corey Harris, e poi c’è la voce di quei visi che parla e canta, voce indistinguibile dal viso della persona a cui appartiene.
Quello che Scorsese vuole trasmettere in questo film non è la storia del blues, non è un documentario didascalico il suo. Scorsese ha voluto mostrare come il dolore di una condizione umana sfruttata e perseguitata possa elevarsi e superarsi attraverso il canto, che qui è mostrato in tutta la sua straordinaria intensità . Un canto che davvero, davvero commuove. E si capisce in questo film cos’è il blues e cosa non lo è. Non è l’artificio della voce che si fa roca o della bocca che si fa storta, non è uno stile musicale il blues. Il blues bisogna esserlo. E solo Son House, Robert Johnson o il magnifico e simpatico Otha Turner, lo possono davvero essere, perché lo hanno inventato loro, lo hanno creato loro. Il blues moderno di Corey Harris che è presente con sue performances nel film, ci suona più familiare, assomiglia alla musica che tutti noi ascoltiamo, non ci stupisce, non ci spiazza come quei vecchi e rugosi cantanti del passato, ci piace e basta. Eppure lui è bravissimo, a livello cosiddetto tecnico forse è anche più bravo di questi vecchi blues men, ma loro sono eccezionali, è la loro anima ad esserlo. Sono dei maestri. E Corey Harris ne è perfettamente consapevole. Mi ha colpito la sua profonda deferenza nei confronti dei grandi blues men che intervista nel film. C’è l’ammirazione dell’allievo verso il maestro. Una dimensione la sua che non ha niente a che vedere con il farsi umile , o peggio col farsi adulatore. La sua è la deferenza che si ha verso chi ha già fatto tutto il cammino, di chi ha cercato e finalmente anche trovato.
C’è una bellezza nel viso ad esempio di Otha Turner che è il contrario della bellezza perfetta. Quella dei visi lisci, dei corpi magri e sodi. Quella degli occhi scintillanti, sprizzanti gioia, quella dei capelli sempre folti e ben acconciati. Quella di Otha Turner è la bellezza della vita comunque sia, è la bellezza che proviene da un carisma. Carisma che nasconde in sé tesori, cumuli di tesori: di chi possiede una tradizione e la possiede solo lui, e se non la trasmette a qualcun altro si perde per sempre, si estingue. “Non c’è nessun altro, a parte te, che suona il piffero? Chi prenderà il testimone?”, chiede Corey Harris a Otha Turner. “ La mia figlioletta, risponde Otha, ha imparato molto bene, ma non lo so…Sono stato in molti posti, ma non ho visto né sentito nessuno che lo suonasse”, aggiunge.
Una voce fuori campo, quella di Martin Scorsese dice: “Quando si ascolta il piffero e il tamburo la presenza dell’Africa è inconfondibile. Questo è l’elemento chiave che collega il blues all’Africa”.
Quindi la scena si sposta appunto in Africa, nel Mali. Qui dove tutto ebbe inizio.
Interessante a questo proposito l’ intervista a Ali Farka Toure , in cui il musicista afferma “ la cultura qui è il cuore della tradizione africana. Noi abbiamo tutte le radici, della storia, delle leggende, delle vicende personali, della scienza, e la tecnologia africana…La mia famiglia non voleva diventassi musicista, ma Dio dà a tutti le ambizioni e noi sappiamo che ci appartengono di diritto”.
Verso la fine del film la voce fuori campo di Martin Scorsese dice: “ Nell’ultima parte della sua vita Alan Lomax scrisse queste parole: “ Quando tutto il mondo sarà stanco della musica video elettronica distribuita in massa, i nostri discendenti ci disprezzeranno per aver buttato via la parte migliore della nostra cultura”.

Dal Mali al Mississipi 2007
Titolo originale: The Blues – Feel Like Going Home
in Usa è uscito 2002
Regia: Martin Scorsese (New York, 1942 )
Sceneggiatura: Peter Guralnick
Fotografia: Arthur Jafa, Lisa Rinzler
Montaggio: David Tedeschi
Musica: Son House, Muddy Waters, Lead Belly, John Lee Hooker, Corey
Interpreti principali: Corey Harris, Taj Mahal, Willie King, Ali Farka Toure, Keb’ Mo’
Produzione: Vulcan Productions, Road Movies, Cappa Productions
genere: musicale/documentario
Distribuzione: Mikado
Durata: 89’
Colore e Bianco e nero

Approfondimenti in rete
http://it.wikipedia.org/wiki/Dal_Mali_al_Mississippi
Martin Scorsese
http://www.hideout.it/index.php3?page=notizia&id=448
http://it.wikipedia.org/wiki/Blues
http://www.ilbluesmagazine.it/home/main.htm
http://www.youtube.com/watch?v=IP6OOSF7yME&feature=mfu_in_order&list=UL

 

Corso  di scrittura creativa: il Qui e Ora della scrittura, ovvero la scrittura come manifestazione della spiritualita' umana
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L’attenzione al momento presente e al proprio respiro come premessa per la scrittura letteraria: l’atto di scrivere è unione di corpo e mente e uno degli strumenti principali per esplorare e dare voce alla nostra vita interiore, ai nostri pensieri, emozioni, sensazioni mentre accadono. L’attenzione al nostro respiro è un modo semplice e naturale di ricondurci a noi stessi, a questo preciso momento, unico e irripetibile. Dentro di noi avvengono continui cambiamenti di stati d’animo, la scrittura è in grado di farli emergere e di dare loro valore letterario e spirituale, con personali e irripetibili modi e stili. Si intende avviare i partecipanti alla scrittura di testi secondo il metodo della “Prosa Spontanea”: improvvisazioni in prosa a tempo e sui più vari temi, emozioni, fatti ed esperienze; si darà voce anche ad esercizi legati ai cinque sensi. I testi saranno scritti direttamente in classe e anche la docente si cimenterà negli stessi esercizi. Si potrà quindi, alla fine di ogni esercizio, leggere agli altri il proprio testo

Wolfe Tom, L’Acid test al rinfresko elettriko
“I was too young to be a beatnik, and too old to be a hippie,” (Kesey in una intervista del 1999 a Robert K. Elder)

Nell’introduzione a questo romanzo l’autore dice: “ Non soltanto ho cercato di raccontare ciò che facevano e fecero i Prankesters, ma anche di ricreare la relativa atmosfera mentale o realtà soggettiva”. Questa precisazione è importante altrimenti chi legge il libro non ci crede che tutto quello che c’è scritto sia realmente accaduto. La bravura di Wolfe consiste proprio in questo: raccontare una storia vera, con persone, luoghi, dettagli reali, come se fosse tutto inventato.
Il romanzo rende conto del periodo di transizione tra l’epoca beat e quella hippy. Riguarda le “gesta” dello scrittore Ken Kesey, che dopo il successo del suo romanzo “Qualcuno volò sul nido del cuculo” (1962) comprò una casa a La Honda, in California, e ci si installò con moglie, figli e un gruppo di amici. A tutto il gruppo diede il nome di Merry Pranksters.
“ Proprio una cosina vezzosa,
la nuova casa di Kesey dalle parti di La Honda.
Una casetta di legno, un ruscelletto di montagna
un ponticello di legno
a quindici miglia da Palo Alto
una foresta di sequoie in cortile!
Proprio una cosina vezzosa” ( pag. 56)

Lo scopo di questa “comune” era quello di proseguire gli esperimenti con L’LSD a cui Kesey aveva partecipato nel 1959 come cavia presso il Veterans Hospital di Menlo Park. “ I camici bianchi credevano di sfruttare loro ( le cavie), invece loro gli avevano consegnato addirittura la chiave. Tu non immagini neppure, picchio…con queste droghe la tua percezione è tanto alterata che ti ritrovi a guardare il mondo esterno con occhi completamente estranei. Buona parte delle facoltà di tutti noi sono completamente chiuse” (pag. 46).
L’LSD in quegli anni era legale, cioè lo si poteva produrre e consumare liberamente. Divenne illegale nel 1965, tanto che Kesey dopo aver organizzato varie feste a base di musica con I grateful Dead e LSD ( chiamati appunto Acid Test ) decise che bisognava continuare a sperimentare ma senza più droghe. “E’ mia opinione, dichiarò, che sia ormai tempo che dalla situazione attuale si progredisca verso qualcos’altro. L’ondata psichedelica succedeva sette o otto mesi fa. Da allora è andata ingrossando ma senza avanzare…non c’è stata creatività (pag. 13).
Dopo un po’ di vita comunitaria a La Honda Kesey comprò uno scuolabus attrezzato per viverci e tutta la truppa cominciò a viaggiare per raggiungere New York dove Kesey doveva presentare il suo nuovo romanzo “ Sometimes a great notion”. Siamo nella primavera del 1964 e all’autobus viene dato il nome Further.
Gran parte di L’Acid test al rinfresko elettriko è dedicato a questo viaggio a base di aranciata all’LSD. La guida viene affidata niente meno che a Neal Cassady che nel frattempo ha raggiunto il gruppo. Il motto diventa: “O stai sull’autobus…o non ci stai”, che non è una frase così scema se la si interpreta in senso metaforico.
In luglio raggiungono New York. In un appartamento di amici diedero una festa a cui invitarono anche Jack Kerouac. “ Kerouac se ne stava da una parte e Kesey dall’altra e in mezzo a loro due se ne stava Cassady, un tempo messaggero di Kerouac e di tutta la Generazione Beat, e ora messaggero di Kesey e di tutta – la che? – qualcosa di più scatenato e weird presente sulla strada. Fu insieme un saluto e un addio. Kerouac era la vecchia stella. Kesey era la nuova cometa scatenata dell’Ovest ( pag. 98 – 99 ).
Poi a Kesey venne in mente di organizzare gli Acid Test. “ E all’improvviso Kesey capisce che loro, i Pranksters, già hanno l’abilità e l’esperienza e il necessario per creare uno stato spazzapensieri” (pag. 215 ). La parola d’ordine diventa quella scritta sui volantini che pubblicizzano gli Acid Test: Te la senti tu di superare l’Acid Test? Ma in cosa consisteva? Musica dei Grateful Dead, luci stroboscopiche, il film del viaggio sull’autobus e aranciata all’LSD.
L’ultima parte del romanzo è unicamente dedicata alla fuga in Messico di Ken Kesey dopo che fu accusato di possesso di marijuana, e al suo successivo ritorno San Francisco per farsi processare. Quello che lo salva durante il processo è il ripudio dell’LSD. E dopo soli cinque giorni di prigione è fuori. “ Se avesse risposto ai giudici come un Supereroe probabilmente sarebbe stata la fine di tutto, con lui inchiodato dentro per molti anni” (pag. 349 ).
Per rendere più credibile il “pentimento” Kesey partecipa ad una trasmissione televisiva dal titolo eloquente: Il pericolo dell’LSD. “ Hai intenzione di dire a tutti di non prenderlo più. È così? Ho intenzione di dirgli di passare al passo successivo? Il passo successivo? E il pericolo, amico, quei cubetti di zucchero che vediamo lì…E Kesey si limita a guardarli e a sfoggiare il più grosso e imperscrutabile sorriso oregoniano…” (pag 352 ).
Poco dopo Kesey tornò nll’Oregon con moglie e figli e si sistemò in un capanno nella proprietà di suo fratello Chuck. Qui ricominciò a scrivere romanzi.
A chi può interessare questo romanzo? Agli appassionati della letteratura americana tra il ’60 e il ’70, naturalmente. Chi non lo è ci può trovare una storia avventurosa che è impossibile collocare in un posto diverso dagli Stati Uniti. E ci può trovare lo spaccato di quello che si inventò una minoranza di sovvertitori del convenzionale modo di vivere americano. E ci trova anche una storia più unica che rara, in cui un autobus tutto dipinto di colori fosforescenti, abitato da donne, uomini e bambini anche loro tutti fosforescenti, passa indisturbato per città e paesi inondando la popolazione con musica a tutto volume e provocazioni anti – bempensanti. Una storia strana, tutto sommato. Ma molto interessante se si pensa che non è pura invenzione

APPROFONDIMENTI IN RETE
http://it.wikipedia.org/wiki/Tom_Wolfe
http://www.tomwolfe.com/
http://it.wikipedia.org/wiki/Ken_Kesey
http://www.youtube.com/watch?v=57OaoZZ61oM
http://www.youtube.com/watch?v=oY72ZH5HfMg
http://www.youtube.com/watch?NR=1&v=Nr735DF6-_A
interviste a kesey:
http://www.youtube.com/watch?v=Dl9gIZ5YruY&feature=related
commemorazione Kesey:
http://www.youtube.com/watch?v=ZqprTDi4kkc&feature=related
il documentario:
http://www.youtube.com/watch?v=3ktQEiZpMDw

L’acid test al rinfresko elettriko

Leggere L’acid test al rinfresko elettriko:
puro piacere
come guardare la campagna
nel fresco delle 6,30 del mattino –
quando la scrittura è vita
non rappresentazione della vita –
quando la scrittura è alchimia
o talismano
o magia
che riporta in vita
nel senso letterale del termine
luoghi, persone,
rumori e macchine
librerie e bar
strade e prigioni –
vita pura
vita che parla
e si muove
come me, come te, tutti
in queso preciso momento –
a volte – raramente –
fa così la scrittura