meditazione psichedelica

il mio corpo é un fiore-
nasce dalla terra
dal prato
dalle foglie cadute
dalla terra polverosa dell’estate-
s’alza esile
come un fumo rosa
una pennellata rosa
un tulle rosa-
é il mio corpo,
s’alza
e si avviluppa
in se stesso verso l’alto-
s’avvolge
e ruota su se stesso
rosa sottile fumo-
incontra il vento,
l’aria ancora calda dell’estate,
ma non si perde
non evapora,
ma non é vapore che si perde
lassù nell’ azzurro
e nelle nubi-
é vapore rosa
che non svapora
ma sempre s’avviluppa
e ruota leggero
su se stesso

mente ( dopo la meditazione)

La mente

stanca, appesantita

lascia cadere

i sacchetti bianchi

delle speranze e dei progetti

da un  vecchio rimorchio

un tempo rosso

ora pieno di polvere e terra-

i sacchi bianchi

cadono mentre

il rimorchio

procede

va avanti

ma senza fretta-

sul rimorchio

c’è un uomo robusto

serio

senza essere triste

che butta i sacchi

lungo la strada sterrata

un cielo troppo chiaro

c’é un cielo oggi
chiaro, profondo-
un abisso insondabile,
misterioso, angosciante
troppo per noi grande-
in cima vola
un oggetto metallico
che si fascia
ad un tratto di sole-
vola veloce
verso chissà quali avventure,
incontri-
l’America magari,
N.Y magari-
quella dei mie
antichi fratelli
che proprio stamattina
ho visto
in un film noioso:
Pull my daisy-
ma c’erano alcuni di loro
e c’erano i loro miseri
affascinanti oggetti,
piatti, una cucina,
una porta
che s’é aperta:
volti gioioso,
lisci, parlanti,
sorridenti-
in un altro misterioso film
c’era Neal
nella sua camicia stretta,
nella sua disinvolta velocità-
accanto ad un Allen
barbuto, lento
con una gran camicia bianca.
Guardo quell’oggetto
metallico e veloce
che corre
così tanto, troppo in alto nel cielo
e penso a voi
a voi sempre

vita

indenne attraverso la vita –
in linea retta
passo tunnel di nubi,
di veli
e cerchi dorati
o d’acciaio-
ancorata alla terra,
dell’orto lavorato
o incolto
pieno d’erba o senza,
di terra morbida
o dura, seccata
come d’argilla-
calanchi sprofondano
sotto di me
a imbuto
a spirale-
ma la campana suona
anche questa mattina
e dopo la pioggia
fresca mi giunge l’aria