Jazz1

Il filo, cammino sul filo, sì sul filo sottile rosso, ho un po’ di paura sul filo sottile sott-i-le rosso-cammino cammino sul filo sottile rosso.Timorosa mi muovo, un piede dopo l’altro sul filo sottile sottile alto, aiuto aiuto cado no non cado, non cado più precipito, precipito ah non mi sono fatta niente-ni-ente non mi sono fatta niente son caduta giù giù e non mi sono fatta niente. Sono proprio fortunata Oh sì sì sono proprio fortunata. La fortuna –viene… di notte viene la fortuna ma non viene da sola- non viene da sola, è in bella compagnia la fortuna voglio dire,gli altri sono l’Ubriaco, il Povero l’Orgoglioso, l’Ingenuo- vanno tutti insieme con la Fortuna- La strada è deserta – loro ci camminano proprio in mezzo. Non c’è nessuno, loro urlano frasi alla finestra e se possibile anche più in alto proprio fino alle stelle. Una li guarda, una stella, una stella qualunque li guarda
dallo sguardo astrale li guarda anche se non esiste più. Li guarda lo stesso. Ne sono felici, inorgogliti, fieri non ci possono quasi credere. Noi? proprio noi Il Povero, l’Orgoglioso La Fortuna e tutti gli altri.. Guardati, loro dallo sguardo astrale!Va bene- va bene- va bene può anche succedere non datevi troppe arie voi disgraziati- Cosa fate ora?
Cominciate a ballare? Così in mezzo alla strada. Una grande strada americana cittadina eppure così vuota
e noi sì ci balliamo sopra questa strada larga e vuota americana. E lo facciamo perché ci piace

Riccione

Una gran calma, me la ricordo sempre.
Ero piccola, quindici anni, forse diciassette.
Sulla riva del mare mitico di allora di Riccione in un’ora in cui tutti se ne erano andati a pranzo o lo stavano per fare. Ero su un lettino, credo fossero di tela allora. Ero vicino alla riva del mare. Sentivo le ondine frangersi con un suono di risacca, sempre uguale, sempre uguale. Ce l’ho ancora nelle orecchie. Io ero lì che prendevo il sole e senza volerlo, deciderlo, come accade ora ansiosa come sono, spontaneo avvenne che il suono sempre uguale, sempre uguale mi prendesse e mi portasse nel luogo astratto dove quel suono era. Mi catturò e stavo così bene come non sono stata mai più dopo. Sarei stata lì ancora, ancora, per sempre se questo fosse stato umanamente possibile. Ma poi mi chiamarono e dovetti andare via, a casa, a pranzo.Lasciai quello stato calmo, assente, vuoto di vita, problemi, vuoto anche di mente. C’era solo quel suono della risacca così calmo, così caldo, accogliente e c’era qualcosa di altrettanto astratto e mitico che era la mente di quella ragazzina di 15,17 anni.
Ora medito per calmarmi, ma è un’azione. E’ una decisione. Non funziona in maniera così assoluta come quella volta, quell’unica volta sulla riva del giovane mare di Riccione. 

Inizio dell’alba

L’inizio è solo
un fremito di gola
sei sottili singulti
dal cielo e dal canneto
e poi cinque rintocchi di campane
poi ancora il fremito
dolce e sottile –
lontano lontano
un gallo col suo grido
acuto e forte –
il piccolo vibrato di gola
prosegue sempre uguale
aspetto il cinguettio che non arriva –
intanto schiarisce il cielo
e con lui il quaderno –
il vento di fronde
copre il ritmico singulto,
mi giunge un’aria fresca
non più quella umida
della notte nera –
l’uccellino col suo sottile fremito
mi arriva giovane e franco
come l’aria che non si guarda
ma scivola libera
sulla mia pelle –
i galli son più d’uno ora
fan pensare a scuderie di cavalli
al cuoio delle finiture
al legno, alla paglia e al suo odore –
si fa ora più nitido il singulto
anche la luce
e il suono gentile del vento
mi fan più compagnia d’una parola –
eccolo in cinguettio
il primo
di questa mattina d’estate,
prolungato non s’interrompe
fila sicuro
poi si ferma, riprende,
è un suo discorso
sempre più ritmato e chiaro
per qualcuno là fuori che l’intende  –
l’aria si fa più fresca sulla pella
e anche la luce,
poi dal canneto
il risveglio si fa più forte –
il singulto ora
è come uno sbatter forte d’ali –
tritura l’aria
il suono intenso del vento con le fronde
spariscono le nubi
il cielo è terso-
tutto è senza significato
e senza poesia
come una prateria
d’erba verde e secca-
forte fremono le foglie
se guardo intenso
come di pioggia –
 le nubi spariscono dal cielo

Suoni

Distratta, incantata
da suoni stordenti di foglie –
rumore secco frusciante
luccicante impetuoso
laggiù dove tutto esiste
o non esiste –
senza studio, libri
parole di saggi buddisti –
laggiù lontano
diversi da me
frusciano alberi
troppo alti
e un frescore d’aria mi tocca
ma oggi non mi raggiunge