Salpammo da Acciaroli, racconto di G. C.

Salpammo da Acciaroli alle 4 del mattino. Percorremmo il lungo molo con il motore al minimo, quasi timorosi di turbare il silenzio e la notte. Non avevamo mai navigato di notte, noi tre assieme. Ci scambiavamo poche parole a bassa voce, raggiunto il mare aperto, scuro il cielo, scuro il mare. I nostri sguardi vagavano in alto in attesa dell' alba che ci avesse rilevato il tempo che ci aspettava e che ci avrebbe accompagnato alla nostra meta, l'isola di Salina. Presto un sole prepotente fugò le poche nuvole alte, di calore , quindi ci apparvero l'orizzonte, il cielo, il mare, la luce infiniti ed iniziò un sogno.
La mancanza assoluta di vento aveva appiattito la superficie del mare che non aveva onde, ma una superficie continua liscia incredibile, il motore rotolava a mezza forza, attutito, le vele inutili ,ammainate. Eravamo affascinati da questo infinito di una bellezza assoluta, dal calore che un po’ stordiva e che portava le menti a guardare in se stessi. Poche le parole tra di noi, qualche confidenza pacata, un ricordo che emergeva, raccontato raramente. Spesso il cambio,uno di noi in coperta, di vedetta, gli altri
sottocoperta al riparo dalla luce, sole, calore.Impossibile rendere la magia di quel viaggio dove il silenzio era rispetto per gli altrui pensieri.
Alle 17,40 attraccammo a Salina.

Improvvisazione senza titolo

Acqua di mare – gente in attesa – sperano in un crollo della montagna che impedisca il passaggio – terrore dell’andare controcorrente, cioè all’indietro dentro cose dimenticate – ambienti surriscaldati vicoli ciechi motociclette rotte gomme tagliate fantasmi  in botti vuote – contenevano vini squisiti antichi svuotate all’improvviso perché sono arrivati i soliti fantasmi di quella casa che nessuno abita da tempo – orfanotrofio per animali persi soli magri – rifugio per loro e anche per persone bambini abbandonati di cui si è sentito parlare ma nessuno li cerca li vuole così stanno insieme a cani grandi e piccoli – li seguono perché loro sanno trovare da mangiare – il loro rifugio è un casotto sulla spiaggia.