Verso sera

Rosa risplende la neve
insieme al freddo
all’abbaiare
al gracchiare
ai miei occhi che guardano
alla mente che ammira-

poi il rosa dell’aria
si stende di più sulla neve,
si spegne anche il bianco
scurisce, s’accende di blu
e i rami degli alberi
diventano neri
e i suoni della terra
si smorzano-

sembra ancora giorno
ma è già sera

Giornata di neve

Giornata di neve-
spalare
pulire i marciapiedi
un po’ la strada-
asciugarsi il sudore-
andare a prendere il giornale,
arrivato in un grande
inusuale ritardo-
darci un’occhiata-
tornare a spalare
ma fuori dal cancello-
né passeri, né tortore,
unitile gettare il pane-
affonda-
dove saranno, affamati?
Nel canneto dove stanno sempre
no-
per noi il pranzo
meritato, ci diciamo-
poi riposo,
un po’ fuori ancora
a spalare un altro pò-
leggiucchiato,
preparato
una crostata di frutta-
fuori diventa tutto azzurro
e “io”, ore 16,38
scrivo
con il lieve imbarazzo
di usare il pronome personale
“io”, così ingombrante
vero?
Si prende sempre
tutto lo spazio lui-
ma fuori è tutto azzurro-
abbiamo il caldo, i maglioni, le coperte-
abbiamo cibo sufficiente
senza andare all’irraggiungibile supermercato-
immagino semivuoto
causa neve, scivolate e gelo-
ho finito anche questo quaderno,
la prossima poesia, appunto, pensiero
in uno nuovo