Avevo un grande prato

Avevo un grande prato, vicino abitava una famiglia che stava per traslocare. Inavvertitamente qualcuno di questa famiglia faceva cadere dell’acqua sul mio prato, mi scocciava molto, ma poi pensai va be’ al prato fa bene.
P. S. I sogni così apertamente metaforici rivelano di me stessa un’immagine che non riconosco. Eppure pare che l’ inconscio non menta.

Il prato

Piccolo non si riposa –
non c’è più –
grossa saltella
giallo vola, non va piano –
cercano, fuggono
soprattutto fuggono
mi toccano
mi girano intorno
sono il loro grande fiore
da annusare
pizzicare
che ha tanto buon sangue da succhiare –
i cani invece giocano
ansimano
guardano –
la tortora passa
nell’erba una formica nella sua foresta –
il cane piccolo ha paura
e tenero si avvicina
la mosca mi accarezza, mi fa il solletico –
animali che si scacciano…
una farfalla immensa irrompe
in tutta questa normalità –
come ieri
che mi è successa una cosa che non so dire –
“guarda”, mi ha detto
mostrandomi l’insetto
color turchese morto stecchito,
non era minaccioso il tono
era riferito al colore così bello
così strano –
per me era la Verità
che mi metteva brutalmente sotto il naso –
ho avuto paura
ho detto “no, no”