Salpammo da Acciaroli, racconto di G. C.

Salpammo da Acciaroli alle 4 del mattino. Percorremmo il lungo molo con il motore al minimo, quasi timorosi di turbare il silenzio e la notte. Non avevamo mai navigato di notte, noi tre assieme. Ci scambiavamo poche parole a bassa voce, raggiunto il mare aperto, scuro il cielo, scuro il mare. I nostri sguardi vagavano in alto in attesa dell' alba che ci avesse rilevato il tempo che ci aspettava e che ci avrebbe accompagnato alla nostra meta, l'isola di Salina. Presto un sole prepotente fugò le poche nuvole alte, di calore , quindi ci apparvero l'orizzonte, il cielo, il mare, la luce infiniti ed iniziò un sogno.
La mancanza assoluta di vento aveva appiattito la superficie del mare che non aveva onde, ma una superficie continua liscia incredibile, il motore rotolava a mezza forza, attutito, le vele inutili ,ammainate. Eravamo affascinati da questo infinito di una bellezza assoluta, dal calore che un po’ stordiva e che portava le menti a guardare in se stessi. Poche le parole tra di noi, qualche confidenza pacata, un ricordo che emergeva, raccontato raramente. Spesso il cambio,uno di noi in coperta, di vedetta, gli altri
sottocoperta al riparo dalla luce, sole, calore.Impossibile rendere la magia di quel viaggio dove il silenzio era rispetto per gli altrui pensieri.
Alle 17,40 attraccammo a Salina.

Cosa cosa dici?

Cosa, cosa dici?, dici davvero? , ma cosa dici?, vuoi mica scherzare?, ti dicono quando non stai scherzando proprio per niente cosa vuoi scherzare ti dicono, te lo dicono con un punto interrogativo nella voce ma non è mica una domanda è un’affermazione non stai mica scherzando ? col punto interrogativo per loro non è una domanda ma una affermazione constatazione, imperativo categorico, hai capito cosa cosa dici? Vuol dire che dici solo fesserie- cosa cosa dici ma cosa cavolo dici proprio quando stai dicendo la cosa più seria importante quando ti stai denudando in un certo modo l’anima, proprio quando ti stai denudando in un certo modo l’anima loro saltano su a dire ma cosa dici stai mica per caso scherzando? Scherzando ma ti pare che si possa scherzare che so sulla morte sul fatto che c’è gente che conosciamo che si vuole ammazzare ma cosa….. stai per caso scherzando ma cosa dici? Ma cosa dici ma perché dici questo a volte dicono per cambiare ogni tanto le parole forse anche per cambiare ogni tanto discorso ma solo un po’ ma perché dici questo dicono quando un po’ ti vogliono accusare di qualcosa magari qualcosa che hanno fatto che ne so loro , ma cosa stai dicendo , non vorrai mica scherzare allora qui aggiungono, ma il tono è più pericoloso qui vuol dire che stanno per arrabbiarsi stanno per arrabbiarsi di una cosa che tu hai detto di loro magari proprio perché è una cosa vera allora loro dicono ma cosa stai dicendo e spesso alzano anche la voce nel dirlo.

Le amiche

Io non mi compro mai niente. Le robe che porto mi durano anni, andare nei negozi, guardare, scegliere, decidere, spendere il giusto nel senso della famosa qualità-prezzo mi annoia bestialmente. E ci rinuncio. Me la cavo qualche volta con le liquidazioni ma solo se entrando in un negozio becco subito la cosa che mi piace. E’ successo così in un negozietto di paese, sono passata per caso davanti ad una vetrina, ho visto un pantalone rosso, sono entrata, l’ho provato e via l’ho comprato. Ma in genere non vado in città apposta per comprare qualcosa. Ma l’altro giorno ero con due amiche e si girava per il centro. Siamo passate davanti ad una vetrina di un negozio di scarpe che svende tutto perché chiude. A me quel negozio non è mai piaciuto e se non fosse stato per le mie amiche che si sono fermate a guardare le scarpe in vetrina avrei tirato dritto. Ma lì davanti mentre una diceva ” guarda carino quel paio” e l’altra di rimando ” anche quelle altre non sono male”, io butto l’occhio su un paio di scarponcini della mia misura ad un prezzo ridicolo per quel tipo di negozio. “Sono della mia misura”, dico a bassa voce. E faccio per tirare dritto per andare a prenderci il nostro solito thé in un bar carino. “Ma no, entriamo”, dice una delle amiche. “No, non ne ho voglia”, faccio io. “Ma dai”, fa l’altra, “entriamo, a quel prezzo”. “Va bè”, faccio io, “ma solo per provarle, sembra una pelle dura e magari mi fanno pure male”. Spingo la porta a vetri ed entriamo. C’è aria di smobilitazione nel negozio, sugli scaffali poche scatole, le commesse serie. “Fra una settimana si chiude”, dice una di loro quando chiedo di provare gli stivaletti. “A questo prezzo o li prende ora o non li trova più”, aggiunge. Li ho provati, ero perplessa, poco convinta, le scarpe che mi compro mi fanno sempre male per un sacco di tempo. Insomma senza quelle due amiche quelli scarponcini li avrei guardati in vetrina ma non li avrei mai comprati. Sono comodi come due pantofole e ora li porto sempre.