nebbia
vicino è il faro che attraversa la nebbia – pioggia sottile sul viso accaldato di stanze – oggi pomeriggio (secoli fa) una bionda parlava, jeans sbiaditi con la varechina a macchie- Varikino è il paese della steppa – il paese di ghiaccio e della neve – amavano e non soffrivano il freddo – pare dimostrato

nebbia

nebbia azzurra affogata in se stessa – s’avviano gli alberi più grandi nella pianura – il tetto quattro lati di muro – tutto è silenzio ma non è morto – dentro di me s’agitano due, tre rami con piccole foglie secche – taglia lamine sottili qualcuno laggiù nella nebbia come arrotasse gentile piccoli coltellini chiari.
Color coltello è anche la nebbia tra poco bianca – dentro di me non s’apre nulla – cantare vorrei a squarciagola- sentirla fredda la gola e il viso – cantare ancora arrabbiata e rossa.
Conto i miei errori come banconote già spese. Rifare i letti, dare aria agli armadi, ascoltare l’ultimo passerotto alla fine del giorno, dovrebbe essere la felicità.
Farneticare a volte fa bene ma non so a chi.