A Ferrara davanti a S. Giorgio alle due di un pomeriggio di molto vento


Un tornado bianco
di mille esseri volteggianti
turbina muto in un vortice tondo

hanno ali, le usano per ascendere
senza perdersi
a spirale e ruotando

ci incantiamo a guardarli
come si fa al passaggio
di un storno strepitante

sono uccellini bianchi-
un’intera nidiata di mille
passerotti albini

il portale della chiesa è aperto-
nero, fresco, invitante
ci attende-

sul piazzale il vento cala-

ai nostri piedi
decine di piccoli pezzi
di carta bianca e trasparente

svolazzano
senza fascino e mistero
incapaci di alzarsi-

basso rimane lo sguardo

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
—– Original Message

Come vento di brughiera

 

Sto qui

sull’argine più alto-

intorno un vento freddo-

sa di colline erbose e spoglie,

di corpi infagottati

di baveri alzati,

di cappotti scuri,

di capelli arruffati

da un vento senza aggettivi,

un vento di brughiera-

invece scorre un fiume

stretto, limaccioso e libero,

tagliato nella terra

da una gran vanga

grezza, senza bellezza,

senza poesia-

intorno la pianura

di frutteti e canali

di valli, aironi bianchi

e falchi

Piegato_dal_vento

vento di pianura

il vento di pianura
ha il suono del mare
in tempesta di Maremma –
in un pomeriggio d’agosto
dopo ogni possibile tuffo e gioco
e bracciata veloce
sull’onda-
e sabbia arroventata
diventata fresca-
e l’ombre delle dune
che s’allungano
fino alla riva-
e intere famiglie
e coppie e comitive
che tornano
arruffati e felici
alla doccia
alla cena
al chiar di luna