Per Lenore Kandel a due anni dalla scomparsa:  dove vaga la tua sincerità?

E dove vaga la tua sincerità?
in quali cieli
Nirvana
Terra Pura –
in quale bambina
sei rinata?
bambina tibetana
indiana
americana –
ti vedo in altri cosmi
altri mondi
mondi del sorriso
perenne sorriso
perenne gioia
dell’amore
dato e ricevuto
ricevuto e dato
a uomini, donne e fiori –
dove è fuggita
la nuvola rosa
del tuo ultimo respiro?
18 Ottobre 2009:
dov’ero?
con chi?
dove?
e cosa pensavo?
forse ad un poeta
che osa e scrive
e sempre sorride

 Lhasa

 Batter di mani e carezze nella voce
vuoto che si perde
sogni spezzati interrotti
strani
perdite sconfitte
lasciti –
persone perse e ritrovate
lunghe passeggiate
e viali caldi e frondosi –
poca luce e poco vento
minaccia di pioggia e ferro,
marcio tempo d’estate –
lasciarsi andare, lasciare lasciare
non importa più cosa
e così volare
e guardare dall’alto
e poi non preoccuparsi –
corpo magro non malato –
l’unica vera malattia è la morte
ci sei e non ci sei più
Sennò è carne come quella “sana”
sono gambe, cuore
occhi, visi,
fame, sete e amore –
mi alzo, dice,
vado –
non c’è niente prima e niente dopo
dice chi è sicuro
ma invece un saggio amico maestro
dice che non importa se non ci credi
se farai il bene, se sarai altruista
avrai comunque una buona rinascita
anche se non ci credi –
in fondo tutto nella vita è ipotesi.

 

 

 

rinascita

la rinascita è un riconoscimento, vedi in un gatto tuo padre,
nel passerotto affamato qualcuno che è stato infame,
nella rabbia feroce un’infelicità remota; insomma vedi
dalle conseguenze alle cause e tutto ti pare un immenso campo
d’anime in cui alcuni pochi saggi s’astengono dal dire, dal fare,
dall’afferrare-
mollare la presa e riposare.