Amore e amicizia nella beat generation americana

 Quella della beat generation americana fu una grande storia d’amore nata tra un gruppo di giovani uomini e poi allargata a centinaia e migliaia di persone che divennero i loro fans e proseliti. I più significativi esponenti di questo gruppo furono Jack Kerouac, Neal Cassady e Allen Ginsberg.

Questa circolazione d’amore passò poi attraverso la fase psichedelica e hippy per poi finire intorno al 1968 quando questo grande movimento amoroso, che prese varie denominazioni ( peace and love ad esempio) esaurì la propria carica creativa ( sia la beat generation che il movimento hippy-psichedelico americano non hanno nulla a che vedere con i movimenti giovanili del ’68 in Italia). Alcuni esponenti di quella generazione sono attivi ancora oggi e cercano di portare avanti quel valore dell’amore come collante ed essenza dei rapporti umani che erano stati all’origine di tutto. Ad esempio in Italia c’è la rivista Lato Selvatico e negli Usa vive e prospera ancora al Naropa Institute di Boulder in Colorado la scuola di scrittura creativa voluta da Allen Ginsberg in onore di Jack Kerouac e che porta il suo nome. E ancora sono molto attivi vari poeti di quella generazione come James Koller e Gary Snyder.

Mi piace immaginare che in noi, come dice il buddismo tibetano, esistano due fonti di inesauribile energia, il cervello e il cuore. Ogni attività umana si può mettere in pratica usando l’una o l’altra fonte. Ma con esiti diversi. Anche in letteratura si può dare la preminenza all’una o all’altra. Sicuramente i ragazzi della beat generation americana usavano prevalentemente il cuore. In loro ad esempio amore e amicizia erano sinonimi. Tra loro non ci fu mai quel tipo di amicizia interessata rispetto all’ottenimento del successo che oggi è così diffusa, si difesero e si sostennero sempre, e questo fu un elemento importantissimo per le loro creazioni letterarie. Si leggevano l’un l’altro, chi aveva un contatto con un editore si faceva in quattro non solo per sé ma anche per gli altri. Si aiutavano con suggerimenti e consigli, ad esempio Allen Ginsberg imparò ad improvvisare le sue poesie da Kerouac che aveva inventato il suo celebre metodo dell’improvvisazione di scrittura spontanea. I ragazzi della beat generation americana diedero origine ad un nuovo filone spirituale nella letteratura che in qualche maniera, ma rinnovandolo, era già iniziato con Whitman. Scrivere cioè ha prevalentemente lo scopo di dare voce a quella spiritualità che c’è in ognuno di noi e nella quale gli esponenti della generazione beat credevano profondamente. La poesia e prosa spontanea da loro praticata è il metodo attraverso cui lo spirito interiore parla all’essere umano. Tra Kerouac, Cassady e Ginsberg successe questa cosa strana: era amore, era amicizia, era creatività, era spiritualità. Tutto mischiato insieme.

Neal Cassady protagonista del mio romanzo “Il Bardo psichedelico di Neal”, fu la fonte di ispirazione di due opere fondamentali di Jack Kerouac: “Sulla strada” e “Visione di Cody”. Nella prima si raccontano i viaggi americani di Jack e Neal alla fine degli anni ’40, il secondo è un omaggio alla loro amicizia e consiste, in parte, nella trascrizione di alcune loro conversazioni registrate. Per quanto riguarda Ginsberg Neal Cassady fu il primo e più grande amore della sua vita, amore a cui Ginsberg dedicò molte poesie.

Neal Cassady fu per Kerouac e Ginsberg un mito vivente; ai loro occhi egli era il ragazzo selvaggio americano per antonomasia, il giovane ribelle, bello, coraggioso, trasgressivo, anarchico, amato da stuoli di donne. Ma lui scrisse poco ( ci è rimasta una sua autobiografia incompiuta) e questo perché a suo dire era più bello vivere che scrivere: la scrittura era troppo impegnativa, richiedeva troppa dedizione e lo annoiava. Ma senza Neal a Kerouac e Ginsberg sarebbe mancata la musa principale delle loro opere e loro stessi non sarebbero quindi potuti essere i grandi scrittori che furono.

In Visione di Cody di Jack Kerouac Neal Cassady (Cody) si chiede che ne sarà di loro

Cody:  Proprio poco fa Jack e io tiravamo a prevedere quello che succederà
a ciascuno di noi…..
Jack: Appunto sto giochetto facevamo!
Evelyn: Morte improvvisa?
Cody:….Ma comunque si tentava di prevedere – metti – quello ch ne sarà di me – di te –
una roba del genere insomma

E Kerouac cercava Dio ovunque

E Kerouac cercava Dio ovunque
nell’alcol che beveva
e nella figlia identica a lui
che si era rifiutato di riconoscere –
lo cercava nella strada
nelle facce, nei corpi, negli autobus
nelle case, nei campi, nelle industrie
e lungo le ferrovie –
la strada fu il suo sentiero
il suo pellegrinaggio senza santuario
la strada era il suo Mandala
c’era lui, c’era Neal che era la vita in sè
e c’era Dio
che Jack non riuscì mai a vedere

 

Per Nanda e per Neal


Benevola fucina
inarrestabile portavalori
murale consolidato
straniero in patria-
alla portata del mondo minerale
conteso
conterraneo di molti amici
fratello gemello
di uno ammalato d’amore
solidale eterno giovane-
fai pure, fai pure-
non vergognarti delle tue qualità migliori-
i santi, sai, fanno miracoli
anche piccoli, anche invisibili
ai fragili precari
abitatori della terra-
combattuti tra due mondi
inascoltati messaggeri
stabili portatori
d’acqua salmastra blu
architetti di bianchi
castelli di ghiaccio-
facilmente sorgono
dai deserti di conchiglie
e polvere d’oro-

il sole
quando lo chiama qualcuno
dall’albero d’acciaio e cemento
stufo di tanto amore
si libera di quel fardello

Sangue

sangue di porco

di vipera

di elefante

di scorpione,

ettolitri di sangue

che tengono al caldo

che tengono  in alto-

sangue delle mie vene

che hanno troppo pulsato,

bevuto,

che si sono preoccupate-

sangue di cameriera stanca

lungo la strada

la strada dei treni, dei camion-

sangue di ….

adesso vado avanti io, Neal

dice Jack….

Sangue di mia madre

Che palle Jack sempre con sta’ storia di tua madre…

Sangue di mia madre, stai a sentire…

Sangue di mia madre lavoratrice,

stiratrice, cuoca

rammendatrice

pulitrice di case

pulitrice d’anime…

non essere così melodrammatico, Jack..

se tu sapessi, Neal, come mi fa bene..

cosa? Cosa ti fa bene, Jack?-

niente, non te lo posso dire, non te lo posso dire più.

 

 

Neal e la nostalgia del passato

Improvvisazione su musica di Ludovico Einaudi,  Le onde

 

La nostalgia, la nostalgia ma anche il rimpianto  delle persone

 oh solo delle persone solo delle persone, che non conosco più che non vedo più

 Jack e Allen e Ken e anche William che non mi ha mai potuto vedere

 e anche tutti gli altri che non mi hanno mai potuto vedere –

delle persone dai che lo sai che si ha solo nostalgia delle persone

 non penso che umanamente possa essere diverso da così,

 non può essere diverso da così anche per Neal non è diverso da così

 in questo deserto bianco che assomiglia tanto all’anticamera della morte

 una specie di deserto – ospedale

 sì sì deve essere un ospedale un ospedale bianco

dove si va a morire quando non si ha più niente da dire

e non si hanno più amici

per amici intendo quelli che ti danno attenzione e a cui dai attenzione

qui in questo deserto bianco nessuno mi dà più attenzione

 e non c’è più nessuno a cui dare attenzione

 povero povero me povero Neal povero Neal

che non ha più nessuno nessuno solo se stesso se stesso –

solo se stesso non basta

 dove siete amici di un tempo e voi nemici di un tempo

 dove siete dove siete dove siete dove siete tutti?

Ditemelo e fatevi vedere almeno per un ultima volta.